mercoledì 17 ottobre 2012

Un mondo digitale

Il logo di iTunes

"Era meglio prima". Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Oggi, mi prendo il lusso di smentirla. Almeno dal punto di vista pratico del termine.
Parlo, ovviamente di musica e dischi, ma il mio discorso si può estendere anche ai libri.

Un tempo, neanche tanto remoto, per ascoltare una canzone c'erano tre possibilità:
1. Comprare un vinile
2. Comprare una cassetta
3. Comprare un CD.

In tutti e tre i casi, dovevi spendere un tot. di soldi per avere a casa un album con almeno 6 o 7 canzoni (a volte anche 10) dello stesso artista, quando magari te ne piaceva solo una.
Non solo; a volte uscivano le raccolte di successi, i cosiddetti "Best Of", che contenevano quasi sempre una traccia inedita. Ti piaceva solo quella? La volevi? Dovevi accollarti anche tutte le altre canzoni.
Così ti trovavi anche con i doppioni. Magari di canzoni che non volevi neanche nella prima versione.


Un giradischi con un vinile inserito
I costi poi erano elevati perché al costo delle incisioni, bisognava aggiungere il costo per la masterizzazione dei supporti, quello per la stampa delle copertine e dei libretti e quello per la distribuzione nei negozi (quindi tutti i costi dei vari corrieri che portavano il disco in giro per il mondo nei vari negozi). Non per ultimo c'era il costo del famigerato "bollino SIAE". Un pezzetto di carta adesiva argentato, con su scritti i dettagli in codice dell'opera che eri andato a comprare che ne attestava l'autenticità.
Un cosetto che costava ai produttori sulle 10 o 20 £ al pezzo (oggi costano circa 0,05 €); quindi un costo totale di 1.000.000 £ ogni centomila copie (oggi 50.000,00 €).

Insomma; tra una cosa e l'altra un disco ci veniva a costare sulle 20.000 / 30.000 £. Oggi direste "10,00 / 15,00 €" ma sbagliereste. Infatti fino a poco tempo fa i dischi costavano circa 20,00 / 30,00 €

Una Musicassetta
Aggiungiamo a tutto ciò che, quando uscivano i dischi, uscivamo a comprarli...fai che spendevamo tra le 2.000 e le 5.000 £ tra biglietto della metro (andata e ritorno), eventuale autobus o tram....oggi dovete raddoppiare anche questi costi in quanto il biglietto della metro di Roma, che un tempo costava 1.000 £ (poi passò a 1.200 mi pare) oggi costa 1,00 € (2.000 £!!!)

Tutto questo per cosa? Per prendere un album, tornare a casa, ascoltarlo...e poi fossilizzarsi su due, o al massimo tre canzoni per il resto dei giorni.

Era davvero meglio?

Oggi stiamo vivendo in un era di rivoluzione digitale.
Quando un musicista pubblica un nuovo album ne carica le anteprime su soudcloud, su MySpace, mette il video principale su Youtube e poi condivide tutto su Facebook e Twitter.
Un fan si collega dal proprio social network e ha la possibilità di sentire il primo minuto di tutte le canzoni appena uscite (alcune le può sentire anche per intero). Decide da solo se gli piacciono tutte o se ne vuole solo qualcuna. Così si collega a iTunes, oppure ad Amazon, oppure su Google Play oppure su uno dei tanti negozi online e, con un costo che non arriva neanche a un euro (su alcuni siti le canzoni costano 0,70 €) può acquistare quello che vuole.

Mi direte "ma io non mi fido a lasciare il numero della mia carta di credito ad un sito, neanche di una prepagata come la postepay".
Sacrosanto diritto che vi viene riconosciuto. E infatti, se vi recate un giorno per caso in qualche negozio di libri e musica, come la Feltrinelli ad esempio, potrete comprare le iTunes Card.
Cosa sono? Delle semplici schede molto simili alle ricariche telefoniche che contengono un codice.
Come le ricariche telefoniche si trovano anche esse di varie "taglie".

L' iTunes Card
Eccone una qui accanto, tanto per farvi vedere come sono fatte.

Un altro vantaggio della cultura digitale è il risparmio di spazio.
E' vero, anche io sono un tradizionalista e amo avere i miei CD e libri preferiti ordinati negli appositi scaffali. Non dico che devono sparire.
Ma con questo nuovo approccio ho un grande vantaggio: posso scegliere di mettere nella mia libreria solo alcuni libri e alcuni dischi; quelli che considero i migliori. Per il resto ho il mio computer...pensate a quanto spazio si risparmierebbe dentro casa.

Volete portarvi la musica in macchina mentre viaggiate? Beh, se avete una pennetta USB e un autoradio abilitato il gioco è fatto...volete sentire le canzoni a casa dall'impianto Hi-Fi senza dover necessariamente accendere il PC? Oggi la quasi totalità degli stereo ha la porta USB.

Lo so, uno stereo nuovo (come anche un autoradio) è una bella spesa...

Ma pensate una cosa: spendete 200,00 € oggi per farvi un impianto stereo in macchina (o, magari a casa).
Poi le canzoni le comprate a 0,99 €....0,80 €...0,70 €....per SEMPRE.

La stessa cosa poi vale per libri e film.
E oggi un tablet, che sia un Galaxy Tab o un iPad non costa tanto.
Come no? A cosa mi riferisco? Cosa mi sono fumato?
Niente, sto semplicemente dicendo che oggi molti gestori di rete telefonica permettono di acquistare uno smartphone o un tablet a un quinto del prezzo, e poi pagare un fisso mensile (che comprende l'abbonamento al telefono). Tanto comunque avreste dovuto ricaricare il telefono ogni tanto no? Qui invece si tratta di caricarlo di 15 o 20 € al mese (personalmente risparmio molto in questo modo).

Siete pigri e non vi va di andare a comprare la iTuens Card? Bene, hanno pensato anche a questo.
Il Nokia Store, l'Android Market e tanti alti negozi digitali vi permettono di acquistare le vostre canzoni preferite utilizzando direttamente il credito telefonico! Senza dover fare la fila al negozio per comprare la card.

Sinceramente...alla luce di tutto questo mi viene da pensare una cosa. Anzi, forse due:
1. Che senso ha la pirateria oggi, con quesi costi così ridotti?
2. Meglio prima??? Ma siamo matti?

Buona Musica a tutti!

-Rob-