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sabato 21 dicembre 2013

Preghiera di un uomo semplice

Tu che stai lassù e che guardi questo mondo
Che tra lacrime e dolore cerca di sorridere ogni giorno
Dimmi tu se una spiegazione c'è
Quando non riesco a trovarla

Quando il vento soffia troppo forte in mezzo al deserto
E la sabbia acceca i miei occhi
Quando la pioggia batte forte sui vetri
E non vedo l'orizzonte

Quando il silenzio è troppo intenso
E le risposte non arrivano
Dimmi tu se c'è un motivo per continuare a sperare
Una ragione per la gioia di vivere

Se il mondo non fosse così, oggi come sarebbe la speranza?
Dimmelo tu di che colore è la felicità
Perché intorno a me c'è solo un mondo in bianco e nero
E la notte sembra non finire.

Fuggo dal passato, dai momenti bui
Cerco una luce, un lume che non c'è
Si accendono fioche candele
Che si spengono in un soffio di vento

Tanto flebile è la speranza di una vita senza dolore?
Tanto utopica è la voglia di non arrendersi e lottare?
Quando il cuore non dà risposte e non sappiamo dove cercarle
Tu, che stai lassù, che mi dici?


sabato 7 dicembre 2013

Sogno (?) di una notte di fine estate

Racconto tra i vincitori della selezione "50 schegge di terrore" organizzata dalla pagina Letteratura Horror (clicca qui per il sito web )

http://letteraturahorror.altervista.org/joomla/30-50-schegge-di-terrore/112-50-schegge-di-terrore-parte-il-mini-progetto-di-letteratura-horror.html
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Ezio aprì gli occhi di scatto. Fuori aveva smesso di piovere, erano già le sette.
Nella sua testa c'era ancora l'eco di quello strano incubo. Sognava di essere esattamente dove stava: nel letto, cercando di dormire. Mentre fuori imperversava il temporale.
D'un tratto, il fragore ritmato delle gocce venne rotto da un urlo: "Aiuto!" gridava forte una voce femminile.
La porta-finestra del balcone si spalancò ed Ezio si avvicinò per chiuderla e per sentire da dove venisse quella voce.
Lei era lì: al centro del balcone. Livida, il volto tumefatto, i vestiti strappati, fradicia. Lo fissava negli occhi e diceva "aiuto" quasi sussurrando. Ma la voce veniva da molto lontano. Un fulmine, un boato ed Ezio si svegliò.
E adesso era lì, a sorseggiare il suo cappuccino, davanti al TG.
Il giornalista parlava di una ragazzina trovata morta quella notte proprio nei pressi di casa sua e ne mostrava la foto, mentre si intravedeva il corpo pieno di lividi a terra.
Ezio sussultò: era lei.