mercoledì 4 maggio 2016

Ricordi.

Quanto siamo disposti a guardare indietro prima di piangere? La nostalgia attanaglia i nostri cuori e ci fa scivolare giù verso un vortice di ricordi.
Riguardiamo una vecchia foto, ascoltiamo vecchie canzoni, rivediamo vecchi film...e la nostra memoria emotiva risveglia in noi le stesse sensazioni che stavamo provando la prima volta che ci siamo passati. Ma ad essa si aggiunge, come un peso insormontabile, la nostalgia.



Piangiamo perché ci ricordiamo quanto eravamo felici, ma nelle nostre lacrime non c'è rimorso per quei momenti, bensì tristezza per il presente.
Certo, lo riconosco: gli aspetti positivi e negativi della vita sono sempre gli stessi, e c'erano anche prima, quando non li notavamo. Eravamo più giovani e ingenui e non ci facevamo troppi problemi.
E realizzare che oggi siamo adulti e questa memoria felice è stata travolta da eventi non sempre altrettanto felici ci fa venire la nostalgia.

Ci manca quel tempo in cui non notavamo le cose brutte del mondo. Ci manca il disinteresse dei sentimenti che provavamo da bambini...
Io forse lo sono un po' rimasto, bambino. Un bambino grande che conosce anche la tristezza, ma non per questo si fa sopraffare da essa.
Nonostante sia cambiato il mio modo di perimetrare la realtà circostante, cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno. Scruto a fondo il cuore delle persone per trovarne il lato buono...e se non ci riesco ci provo ancora.
Tutto ciò che vedo è una realtà cruda che non guarda in faccia a nessuno, ma non mi lamento di quel 50% di vuoto, piuttosto gioisco del 50% pieno.  E anche se il pieno rappresenta solo il 20%, ringrazio il cielo che ci sia quel 20 e che non sia tutto vuoto, questo benedetto bicchiere.

Quanto siamo disposti a guardarci indietro prima di piangere? Qual è il punto di rottura che fa scoppiare la nostalgia della nostra spensierata innocenza?
Un ricordo è la foto di un momento. Che sia felice o triste, esso ne è la testimonianza emozionale.
Quindi è meglio circondarsi di persone positive e crearsi bei ricordi...e dobbiamo rendere conto ad una sola persona: all'io del futuro, che anche adesso ci sta osservando proprio attraverso i ricordi che stiamo creando.

Chissà se lo faremo piangere di nostalgia. Tu che dici, io del futuro?

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