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sabato 11 agosto 2018

LIBERA L'INFORMAZIONE, O L'INFORMAZIONE LIBERA?


Alex Jones, noto conduttore radiofonico filo-complottista americano, si è recentemente visto chiudere la sua pagina Facebook, il canale YouTube e i podcast su Spotify e Apple Music dalle rispettive aziende per via della sua continua diffusione di teorie del complotto e fake-news.

Nelle ore immediatamente successive all'accaduto, si è aperto un ampio dibattito sulla libertà d'espressione. È giusto censurare un libero cittadino che esprime legittimamente le proprie idee?
Jack Dorsey, creatore di Twitter ha annunciato che la sua piattaforma social non censurerà il profilo di Jones, aggiungendo che se si vuole fare una corretta informazione e si vogliono evitare le cosiddette "bufale", basta smentirle quando esse vengono a galla, portando come prove dati e fatti concreti. Mi permetterei di aggiungere che, qualora la fake-news sia anche diffamatoria, chi ne viene danneggiato ha tutto il diritto di difendersi legalmente, attraverso gli strumenti che vengono forniti dalla giustizia (querele, denunce).

Ma il dibattito si amplia ancora se si prende in considerazione il fatto che troppe volte il debunking, la denuncia o la smentita arrivano troppo tardi; quando cioè il seme del sospetto è già stato innescato nell'opinione pubblica. Un po' come trovare una cura miracolosa contro il cancro e proporla ad un paziente già morto.

Quindi, nonostante le smentite e il lavoro dei debunker, troppa gente rimane ancora aggrappata alla prima notizia e non riesce a staccarsene.

A questo punto, mi viene da pensare: non sarebbe forse utile che chi pubblica una notizia falsa e poi viene smentito, debba successivamente dichiarare a gran voce di aver commesso un errore? Alcuni quotidiani lo fanno, ma in due righe scarse di un trafiletto in terza pagina, mentre la bufala era partita con il classico "titolone" in prima pagina. Non basta. Forse, almeno nei casi più grandi, come quello di Alex Jones bisognerebbe obbligare con una sentenza i diffusori di fake news a scusarsi pubblicamente attraverso l'uso più efficace dei propri mezzi di comunicazione (prime pagine di giornali, podcast creati appositamente per smentirsi, notizie in rilievo nel proprio TG e così via).

Credo che la censura delle idee non sia mai un bene (a meno che non rientri nel reato di apologia del fascismo, che è un altro discorso), ma che serva anche un controllo, anche perché troppe volte, le fake-news generano conseguenze spiacevoli e difficili da gestire.

E comunque, censurando non si fa che creare due problemi ancora più grandi:
in primo luogo, si fa il gioco del "bufalatore", ovverosia spingere la gente a credere che ci sia davvero un "regime" che tenti di azzittire i "ribelli".
In secondo luogo, si creerebbe un precedente molto pericoloso ai danni della democrazia, al quale ci si potrebbe appellare in seguito per censurare altre forme di pensiero, limitando di fatto la sacrosanta libertà d'espressione.

Come diceva la scrittrice inglese Evelyn Beatrice Hall (anche se tutti credono erroneamente sia stato Voltaire): "I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it." ("Non approvo quello che dici, ma difenderei fino alla morte il tuo diritto di dirlo").

sabato 4 agosto 2018

I TALENT SHOW SBARCHERANNO SU FACEBOOK?


Secondo un'indiscrezione lanciata su Twitter dalla ricercatrice Jane Manchun Wong, Facebook starebbe lavorando ad una nuova feature che includerebbe la possibilità per gli utenti di scegliere tra varie basi musicali famose, cantarci su e caricarle online, per metterle alla stregua della critica.

sabato 5 maggio 2018

MUSICISTI SU FACEBOOK: PROFILO O PAGINA?

Una volta creato un progetto musicale e iniziato a registrare delle canzoni, bisogna fare di tutto per promuoverlo e farlo conoscere al più alto numero di persone possibili.
Fortunatamente siamo nel 2018 e ormai l'autopromozione è diventata una cosa che si può fare anche a costo zero (o quasi).

La prima cosa da fare che viene in mente quando si parla di autopromozione è subito aprire un social. I più usati in assoluto sono Facebook, Instagram e Twitter. Ma per noi musicisti esistono anche altre piattaforme come Reverbnation (molto simile al vecchio layout di MySpace), Bandcamp e Soundcloud. Di questi ultimi (utilissimi) strumenti parlerò un'altra volta però; oggi voglio soffermarmi sui social network.

Procediamo con ordine: quando decidiamo di metterci in gioco su un social network dobbiamo aprire un profilo apposito per il nostro progetto.
Con Twitter andiamo sul sicuro: infatti il popolare social dell'uccellino azzurro permette di aprire solo profili, quindi basterà aprirne uno a nome della band. Per i solisti è addirittura più facile perché possono continuare a usare il proprio profilo personale.

Twitter poi, a differenza di Facebook, non richiede di essere "amico", o quantomeno di conoscere una persona. Su Twitter basta che "segui" qualcuno e puoi vedere tutti i suoi aggiornamenti. Sui profili Facebook si può fare solo se essi sono aperti al pubblico.

Con Instagram possiamo invece decidere se creare un profilo personale o aziendale. L'unica differenza tra il profilo personale e quello aziendale è che nel secondo troviamo degli strumenti utili per la promozione. Come ad esempio gli insights e la possibilità di mettere annunci a pagamento.

Su Facebook invece la faccenda si complica.
Qui possiamo aprirci un solo profilo, ma da questo profilo possiamo creare e gestire infinite pagine.
Quindi, se come me siete cantanti solisti, vi potete aprire una pagina col vostro stesso nome (o col nome d'arte), mentre se fate parte di una band, potete aprire una pagina a nome della band e invitare gli altri membri come admin, in modo da permettere anche a loro di postare a nome della band.

Gli ultimi aggiornamenti di Facebook però hanno messo in evidenza la motivazione di base per cui il social al momento più famoso e utilizzato del mondo è nato, cioè: l'amicizia.
"Friends and family come first"; con questa sorta di mantra hanno giustificato il ridimensionamento dei feed da parte delle pagine in home page.

Cosa è cambiato per noi gestori di pagine? Semplice, che mentre prima bastava avere il "mi piace" sulla nostra pagina per farsi arrivare tutti i nostri feed, ora che Facebook ha decodificato un metodo che dà priorità ai profili privati degli amici, dobbiamo faticare il doppio per continuare ad apparire in home. Se prima bastava un solo post per raggiungere tutti, oggi dobbiamo scrivere almeno una decina di post al giorno per arrivare alla maggior parte dei nostri followers. In pratica dobbiamo utilizzare la pagina come fosse un profilo privato. A meno che non siamo disposti a pagare per mettere in evidenza i nostri post, targetizzandoli e raggiungendo anche chi non ci conosce, spingendolo a visitare la nostra pagina, anche solo per curiosità.
In pratica, tutta la storia del "friends and family come first" si dimostra essere una colossale paraculata per spingere i gestori delle pagine a sganciare il vil danaro per farsi conoscere. Ma vabbè.

Quindi, in tutto questo, dov'è la convenienza ad aprirsi una pagina pubblica?
In realtà, i motivi sono molteplici. Cercherò di essere sintetico e schematizzare il tutto:
  • Il profilo personale ha un limite di 5000 amici, la pagina non ha limiti. Ok che per un artista emergente 5000 followers sono tanti, ma non credo che vogliate che il vostro sogno sia confinato ad un semplice limite numerico imposto.
  • La pagina permette di programmare la pubblicazione dei post. Come dicevo prima, per farci vedere da (quasi) tutti senza dover spendere ogni volta una fortuna in pubblicità, dobbiamo trattare la pagina come fosse un profilo e postare in continuazione. Ci sono però quei giorni in cui non possiamo proprio stare dietro a tutto per vari motivi...quindi giocare d'anticipo e programmare la pubblicazione di una decina di post per il giorno dopo, in modo da restare visibili anche se non siamo a casa, ci può essere molto utile.
  • La pagina ha gli insights. Attraverso gli insights potete controllare tutto il traffico che passa dalle vostre pagine. Quando avrete determinato quali sono gli orari più "caldi" in cui la vostra utenza media è collegata, potrete programmare ancora meglio i vostri post da condividere. Oppure potrete usare questo strumento per scegliere meglio il target dei vostri annunci...sapendo che tipo di pubblico attirate, se prevalentemente maschile o femminile, se neutro e anche deteminare le varie fasce d'età.
  • Gli annunci possono essere generati solo da pagine. Quindi, se anche decidete di tirare fuori i dindi per pagarvi un annuncio pubblicitario, o mettere in evidenza un post, sarà necessario avere la pagina.
  • Indicizzazione delle ricerche. Se qualcuno cerca il nome della vostra band su Facebook, o anche il vostro (e voi avete una pagina con il vostro nome di battesimo), il motore di ricerca interno favorisce le pagine.
  • (Solo per le band) Se al profilo non corrisponde una persona fisica, Facebook lo cancella. Questo perché il principio base di Facebook è proprio l'amicizia e quindi le persone devono essere riconoscibili. E anche perché in passato molte persone aggiungevano tanti amici per poi cambiare nome all'improvviso e tutte queste persone si ritrovavano invase la home di spam indesiderato da parte di profili di cui non sapevano di aver mai accettato richieste di amicizia.
Quindi, la domanda che in questo caso sorge spontanea è: come faccio a farmi conoscere su Facebook senza dover spendere soldi per un annuncio?

Il mio consiglio è: apritevi una pagina e invitate tutti i vostri amici a cliccare mi piace. Dopodiché, quando avrete raggiunto un numero consistente di seguaci, create e collegate ad essa un gruppo.
Esempio: se la band si chiama "Pinco Pallino Band", create il gruppo "Pinco Pallino Band Fan Club" e collegatelo alla pagina. Così i vostri follower inizieranno a interagire in una vera e propria community. Quando poi condividete qualcosa come pagina, se avete un gruppo collegato e ricondividete i vostri post nel gruppo, essi appariranno a nome della pagina, così da far avere riscontri alla pagina e non al profilo.

Parallelamente, fate in modo anche di condividere il più possibile i post della vostra pagina sul vostro profilo, in modo da raggiungere anche chi non ha ancora cliccato "mi piace" senza dover fare annunci a pagamento.

Comunque sia, la cosa più importante è sempre la stessa: suonate, cantate, scrivete..allenatevi tanto e producete il più possibile. Più create musica, più avrete contenuti da condividere...il resto, se programmato bene, verrà da sé.

Buona musica a tutti.

venerdì 27 aprile 2018

10 CONSIGLI PER UN'ESIBIZIONE MIGLIORE



Quando si deve salire su un palco bisogna essere prima di tutto preparati. Ma oltre a una buona preparazione, ci sono delle piccole cose a cui bisogna fare attenzione, per fare in modo che la propria esibizione, sia essa un concerto, una singola canzone o anche una semplice serata al karaoke, diventi una vera e propria esperienza sia per voi, che per chi vi guarda (e ascolta).

Eccovi quindi i miei 10 consigli per un'esibizione migliore.

1. Conoscete la vostra canzone - oltre a memorizzarne le parole, le pause e le variazioni, è bene crearsi un vero e proprio "file emozionale" a cui attingere quando si canta. Cosa provoca in voi quella canzone? Che ricordi vi suscita? Cercate di riprodurli al meglio. Emozionatevi cantando.
Se avrete imparato la canzone a memoria, non servirà concentrarsi sulle parole, e quindi potrete concentrarvi sulle emozioni. Le parole usciranno da sole; sarà un po' come avere l'Ultra Istinto di Goku in Dragon Ball Super.

2. Siate dinamici - nulla annoia di più uno spettatore di un cantante (o un gruppo) statico. Durante le prove, misurate il palco con i vostri passi, cercate di memorizzarne le dimensioni e usate questa nuova conoscenza per coinvolgere le persone nella vostra canzone. Spostarsi sul palco parlando al pubblico durante i pezzi strumentali aiuterà le persone a entrare meglio nelle vostre emozioni.

3. Cantate per il pubblico, non al pubblico - dividere il pubblico in settori, come ad esempio: prima fila, "le persone lì in fondo", voi qui a destra e voi qui a sinistra, vi aiuterà a coinvolgerli ancora di più. Alle persone piace sentirsi coinvolte e niente coinvolge di più di un bel "adesso vorrei che tutta la prima fila ripeta con me...", "ora voi là in fondo!", "adesso tutti insieme!" etc...

4. Fate amicizia col vostro diaframma - imparate bene i vostri tempi di respirazione, è imbarazzante che il pubblico senta i vostri "risucchi" tra un verso e l'altro. Inspirate lontano dal microfono e usate le pause in cui riprendete fiato per coinvolgere il pubblico in altre attività, tipo far battere loro le mani imitandone il gesto.

5. Dimostrate di essere un cantante, non di aspirare ad esserlo - capite quali sono i vostri limiti e lavorate di conseguenza. Se ancora non siete pronti a fare una certa canzone non fatela o, perlomeno riadattatela al vostro modo di cantare. Fate vedere che siete capaci sfruttando al 100% le vostre capacità. Altrimenti otterrete l'effetto contrario e sembrerete un novellino alle prime armi.

Familiarizzate con il palco


6. Spegnete il vostro sistema di difesa vocale - Ognuno di noi, a livello sub-cosciente, è dotato di un sistema di difesa che si innesca quando si ha paura o si è in imbarazzo. A volte, soprattutto agli inizi della carriera, potreste trovarvi in imbarazzo davanti al pubblico e questo meccanismo potrebbe automaticamente "spegnere" le vostre corde vocali. Un consiglio utile che posso darvi è di cantare sempre prima di fronte ai vostri amici, in modo da sbloccarvi e "sabotare" il vostro personale meccanismo.

7. Siate voi stessi - Prendete in prestito le tecniche vocali e le performance sul palco dai vostri cantanti preferiti, ma personalizzatele il più possibile. Non cercate di imitare troppo i vostri big, soprattutto se state rifacendo una loro canzone, altrimenti si noterà e passerete per un imitatore e non per un cantante serio. Questo vale anche se siete solo interpreti e non cantautori.

8. Raccontate le vostre canzoni - quando state per iniziare una canzone, raccontate al pubblico di cosa parla e cosa stavate provando quando l'avete scritta (se è vostra), o quando l'avete sentita per la prima volta (se è una cover).

9. Se non lo vedono, non ci arrivano - Se commettete un errore durante una canzone non chiedete scusa, ma andate avanti. Durante un concerto in pochi fanno caso a queste cose, a patto che non siano troppe e continuative, perciò se sbagliate un attacco o prendete male una nota ma riuscite a correggervi subito fregatevene. Non se ne accorgerà quasi nessuno e quei pochi che lo noteranno apprezzeranno la vostra bravura nel recuperare.

10. Create una connessione con il palco - oltre che a connettervi col pubblico, pensate anche a connettervi col palco. Esso deve diventare un'estensione del vostro corpo. Passatevi il microfono di mano in mano, inginocchiatevi, saltate, guardate in alto, alzate l'indice, sporgetevi leggermente e volgete il microfono verso il pubblico come se fosse il vostro terzo orecchio e fate un gesto con la mano per incitarli a cantare mentre muovete il bacino ballando sulle note che loro stanno cantando.

Ultimo consiglio, ma non per importanza. Anzi, è così importante che non l'ho neanche numerato, in quanto è una legge universale che, secondo me, va sempre rispettata: siate cantante e siate pubblico. Emozionatevi con loro, urlate con loro, piangete con loro. Il cantante diventa pubblico e il pubblico diventa cantante. Solo così creerete una connessione profonda con chi vi segue e solo così li spingerete a tornare a sentirvi, sia sul palco che sul web, che ovunque gli chiediate di seguirvi.

Buona Musica a tutti.

lunedì 23 aprile 2018

(SOLO) VISIBILITÀ? (NO) GRAZIE.


Mi unisco alla campagna a favore dei creativi e degli artisti lanciata dall'amico Valerio Marcozzi.
Lui ha trattato l'argomento dal punto di vista di un video-maker, io parlo a nome di tutti i musicisti, cantanti e gruppi musicali. Ma il discorso si può estendere anche alle compagnie teatrali, ai pittori, insomma, ai creativi in generale.

venerdì 30 marzo 2018

10 Consigli per musicisti in erba

A volte abbiamo bisogno che qualcuno ci indichi la via, prima di imboccarla da soli e tirare dritto fino al traguardo.
Se siete musicisti e il vostro sogno è fare musica ma non ci state riuscendo e vi sentite scoraggiati, se persone vicine a voi (amici o parenti) vi stanno alimentando questo senso di scoraggiamento continuando a ripetervi il mantra "evidentemente non fa per te", se produttori e live club vi chiudono le porte in faccia, allora siete nel posto giusto. In questo articolo vi darò 10 suggerimenti utili per migliorare voi stessi e la vostra musica.

sabato 10 marzo 2018

LA RINASCITA (rimettiamoci in marcia)

 Dopo la pausa, è tempo di rimettersi in marcia

Come anticipato nello scorso articolo, mi sono preso una pausa dalle mie attività artistiche per riorganizzare un po' le idee e trovare la mia strada.
Diciamo che sono a buon punto; con quattro testi freschi freschi appena sfornati, le relative musiche da arrangiarci sopra, un quinto testo in lavorazione e un EP in programmazione per la tarda primavera (data ancora da destinarsi).
Un EP che sarà il simbolo del mio ritorno; della mia rinascita. E credo proprio che il titolo sarà "La Rinascita".

mercoledì 7 febbraio 2018

COMING (BACK) SOON...


Ci sono dei momenti nella vita di un uomo in cui capita di fermarsi a riflettere.
Rifletti sulla vita, sulle tue scelte, su quello che è stato e su quello che (vuoi che) sarà.
Ed è quello che è capitato di recente a me.

Negli ultimi dieci anni mi è successo di tutto.
Ma da dopo la stupenda esperienza con i REVOLUTION, iniziata nel 2008 e durata 5 anni, alcune cose in me sono cambiate.
Dopo un anno di smarrimento, in cui ho sperimentato un po' di tutto...dalla poesia al continuare il mio progetto solista, ho capito quali sono stati i nostri errori come band e i miei come cantante...e per un po' ho deciso di fermarmi.

Solo due anni fa ho deciso di tornare a fare musica, ma riprendendo il mio vecchio nickname.
Il nickname con cui era iniziato tutto nel 2004.
Quello che mi ero portato anche nel 2008.
Quello che mi accompagnava da sempre.

L'identità (non proprio) nascosta, un po' nerd e un po' bambina di me.
Il personaggio eternamente adolescente che non voleva crescere.
Il mio personale Peter Pan.

RYOGA WONDER.

Nickname che poi ho richiuso nel cassetto dei ricordi e che ho confinato alle sole attività videoludiche (infatti su Akiba Gamers lo uso come pseudonimo).
Perché ad un certo punto ho capito che si cresce e che, se volevo fare davvero qualcosa di costruttivo, dovevo ricominciare da capo, facendo tesoro del mio passato e dei miei errori e ripartendo proprio da lì.

...e quindi?

Quindi ora mi prenderò una piccola pausa. Giusto qualche giorno per "aggiustare" alcuni particolari.

Poi tornerò con un nuovo progetto.
Un nuovo inizio.

Un reboot totale.

E sarà bellissimo poterlo condividere con voi.

R.