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COME VIVREMO SU MARTE? #mondomarziano


Ultimamente si parla molto delle future missioni Artemis, degli avamposti lunari e della colonizzazione di Luna e Marte.
E mentre per la Luna si parla di colonie scientifiche, di laboratori, osservatori e spazioporti per gli equipaggi in rotta verso Marte, per Marte si parla proprio di una vera e propria colonizzazione.

In effetti, mentre la Luna è solo un satellite privo di atmosfera,  Marte è un pianeta, con i suoi cicli, la sua rotazione e le sue stagioni. E mentre il viaggio dalla Terra alla Luna dura pochi giorni (Apollo 11 impiegò 73 ore all'andata e 62 al ritorno), per andare su Marte si parla di almeno 8/9 mesi. Quindi non sarà una missione "toccata e fuga". E arrivare non è neanche l'obiettivo finale, se contiamo che molte aziende (la SpaceX su tutte) stanno già facendo ipotesi su come saranno costruite le case, come si collegheranno tra loro i vari "quartieri", come creare ambienti vivibili, serre per la coltivazione di piante e orti.

Per Marte si pensa a costruire città per una vera e propria colonizzazione. Che col tempo si trasformerà in civilizzazione, quando le persone coinvolte nelle missioni inizieranno a mettere su famiglia e nasceranno i primi bambini. I primi nativi marziani.

Quindi la domanda che ne segue è: come saranno le città su Marte? Cosa ci porteremo da Terra come bagaglio culturale? Come si evolverà la nuova civiltà?
Ma soprattutto: che lingua si parlerà?

Analizziamo un aspetto per volta. Partiamo dal problema più evidente: la comunicazione.
Una volta partita la colonizzazione ci ritroveremo in città abitate da persone provenienti da tutta la Terra. Bisognerà quindi trovare una lingua franca, che vada bene sia per le comunicazioni informali, sia (e soprattutto) per i documenti e le comunicazioni di servizio.
Ma forse qui abbiamo già una soluzione. Senza districarci troppo in esperimenti linguistici di dubbia riuscita come l'Esperanto, senza andare a fondere grammatiche di lingue diverse andando a incasinare le cose, qual è la lingua per eccellenza che usiamo quando siamo all'estero e non conosciamo la lingua autoctona? La stessa che parla chi viene qui e non conosce l'italiano: l'inglese.

Ad alcuni potrebbe dare fastidio, perché così gli anglofoni sarebbero avvantaggiati, mentre chi non lo è è costretto a imparare fluentemente una lingua. Ma non deve essere un ostacolo. Io la prenderei come una sfida per migliorarsi. 

Risolto il problema linguistico arriva quello alimentare. Come si mangia su Marte? Una volta che i razzi-cargo con le prime provviste saranno arrivati, come fare per evitare di rifornirsi sempre dalla Terra, considerando anche che, oltre agli elevati costi, c'è sempre la possibilità che una missione non arrivi entro il tempo previsto e quindi il cibo finisca prima?

Per quanto riguarda frutta e verdura, come ho detto prima verranno costruite serre e orti, quindi l'agricoltura (se tutto andrà come deve andare) non sarà un problema. Ma per l'allevamento? Diventeremo tutti vegani? Considerato che non sono previsti razzi-bestiame, la risposa sembra essere sì.
Ma lo scorso anno, un gruppo di ricercatori di Harvard è riuscito letteralmente a coltivare una bistecca, semplicemente utilizzando cellule muscolari di coniglio e di mucca su scaffold di gelatina commestibile che imitano la consistenza della carne.
Grazie al riciclo, cellule e proteine possono essere riestratte dai rifiuti organici, depurate e riutilizzate per lo stesso scopo. Si potrebbe iniziare portando sul pianeta un carico di cibo congelato da poter così utilizzare sia per i primi pasti, che per sintetizzare i nuovi, creando così un sistema alimentare più green e etico.

Un problema simile a quello del cibo sarà quello della carta.
Documenti, libri, quaderni...con poche serre e pochi alberi a disposizione, da utilizzare per la frutta, non potremmo metterci anche a produrre carta. Che significherebbe anche dover costruire segherie e tutto quanto necessario.
Ma qui il problema è risolto da tempo già sulla Terra. E non sto parlando della carta riciclata. Parlo proprio del digitale. Già oggi è possibile inviare documenti certificati via PEC, consolidare rapporti con la Firma Digitale, effettuare pagamenti digitali tramite smartphone e leggere libri da tablet e e-book reader.

E che valuta useremo per le transazioni? Dollari? Euro? Yen? Yuan? Rubli? Sesterzi? Dracme? Ok non avere monete e banconote, ma in che modo verranno accreditati gli stipendi e addebitate le transazioni?
Anche per questo problema, la soluzione arriva dalla Terra e dalla tecnologia attuale: le cryptovalute.
Una cryptovaluta marziana unica, da usare per le transazioni in loco, senza passare da banche e carte di credito. Ognuno avrà a disposizione i propri crediti direttamente dal suo smartphone, o da una smartcard dedicata e potrà utilizzarli per pagare i propri acquisti ed effettuare i propri scambi.

Arriviamo ora al problema dell'energia e degli spostamenti. Il nostro pianeta madre è ridotto a uno schifo per il troppo sfruttamento delle risorse del sottosuolo come il petrolio e il gas, utilizzati per alimentare automobili, autobus, aerei e macchinari industriali. Su Marte non vorremo e non dovremo rifare lo stesso errore.
E anche qui, la soluzione in realtà ce l'abbiamo già sulla Terra. Pannelli solari e eliche.
Sfruttando l'energia del Sole e del vento avremo tutta l'elettricità di cui abbiamo bisogno. Personalmente, conosco una tecnologia che mi ha lasciato a bocca aperta fin da quando l'ho vista all'azione per la prima volta. Risolverebbe sia il problema energetico, che quello del riciclo dell'acqua, visto che su Marte ci sono ghiacciai da cui si può ricavare acqua, ma bisogna anche renderla potabile e riutilizzabile. Si chiama Watly e a questo link potete raggiungere il suo sito ufficiale. Faccio pubblicità a questa stupenda iniziativa davvero senza secondi fini. 

Tramite Watly, si possono montare colonnine di ricarica agli angoli delle strade, a cui attaccare il proprio mezzo elettrico. Rover, automobili, droni, scooter, bici e monopattini elettrici.
L'idrogeno e l'ossigeno che Watly ricava dall'acqua poi, potranno essere utilizzati magari per alimentare i reattori dei razzi e dei mezzi più sofisticati.

Con la tecnologia IoT e una buona connessione 5G poi, si potranno utilizzare robot e droni per automatizzare le coltivazioni e la produzione industriale. Stampanti 3D costruiranno le parti dei moduli abitativi da assemblare per costruire le case e robot con braccia meccaniche le assembleranno sul posto, facendo risparmiare tanta manodopera e lasciando alle persone tempo per dedicarsi ad altri lavori.

Con un'economia circolare sostenibile e un'industrializzazione completamente automatizzata, anche la struttura sociale cambierà: non ci sarà più uno schema piramidale, in quanto non ci saranno classi sociali distinte dal proprio lavoro; saremo tutti uguali e tutti "liberi professionisti". La struttura sarà di tipo "circolare", e ogni individuo potrà lavorare secondo le proprie attitudini, senza doversi preoccupare di fare lavori stancanti per arrivare a fine mese.

E col tempo, svanirà anche la necessità di avere una cryptovaluta. Quando infatti tutte le persone saranno libere dal fardello del reddito lavorativo e lavoreranno per lo sviluppo della nuova società marziana, non si sentirà più il bisogno di avere un ritorno economico, in quanto la stessa economia sarà talmente equa per tutti, da azzerare il valore dei soldi. 
Si lavorerà per migliorare.

E tutte queste tecnologie e soluzioni per vivere bene su Marte arrivano dalla Terra. E arrivano dalla Terra del presente, non da quella del futuro.

Verrebbe quasi da pensare che una società migliore è possibile già da ora. Basterebbe solo volerlo.

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