LA TECNOLOGIA PUÒ AIUTARCI A MIGLIORARE LA VITA? E A LIVELLO UMANO?

Nel corso della storia ci siamo abituati a pensare alla tecnologia come una parte sempre più importante della nostra vita. Siamo passati dal considerarla come un aiuto occasionale, al farla diventare essenziale per gran parte delle operazioni quotidiane che svolgiamo di continuo.

Oggi, senza accorgercene, siamo nelle mani della tecnologia per le situazioni più svariate. Le intelligenze artificiali sono arrivate ad un punto che fino a qualche anno fa era considerato pura fantascienza. Roba da Star-Trek, per intenderci.

Ogni aspetto pratico della vita contemporanea è correlato di uno o più dispositivi tecnologici che aiutano a risolverlo al meglio.
Abbiamo app che controllano ogni cosa: dal flusso delle spese sul conto corrente, alla regolazione del forno per cucinare ricette specifiche. Le IA sono in grado di bloccare il conto in banca quando notano una variazione nelle abitudini di spesa, chiedendo all'utente una verifica a due fattori per provare che il bancomat non sia stato clonato. Ci basta guardare un paio di film horror per far capire al nostro provider di servizi TV (Netflix, Prime Video, Infinity etc..) che quel genere ci piace e farci suggerire altri film a tema. Compriamo determinati articoli online e gli annunci di Google e Facebook diventano mirati in base alle nostre preferenze di acquisto.

Non solo: abbiamo assitenti vocali da installare a casa e collegare agli oggetti smart per aiutarci nelle faccende domestiche. Ci basta dire: "Alexa, accendi il climatizzatore a 18 gradi", "Ok Google, metti i Griffin su Netflix", "Ok Google, fammi sentire una playlist rock su Sporify", "Alexa, imposta il timer del forno a 20 minuti", e così via.

Abbiamo treni automatici (vedi quelli delle le nostrane linee metropolitane Metro C di Roma o M5 di Milano) e auto completamente elettriche a guida autonoma alle quali basta impostare una destinazione sul navigatore (anche con un assistente vocale) per farci portare direttamente a destinazione (anche se questa funzione non è ancora regolata nel codice della strada, e quindi è disabilitata). Addirittura esistono dei droni con passeggero (vedi ad esempio, l' e-hang 184 o il 216 o i vari altri droni in fase di test) sui quali montare, impostare una destinazione (ad esempio: "Vai in via xxx, numero xx", oppure "portami a casa"), dare l'ok ed è subito Blade Runner. Non solo: abbiamo anche nuovi tipi di astronavi a guida autonoma, come la Crew Dragon della SpaceX, in grado di portare gli astronauti direttamente all'attracco con la ISS, che si possono controllare anche manualmente tramite touch-screen (ed è subito Star-Trek).

Esistono microchip installabili sottopelle, che contengono un processore NFC in grado di monitorare la nostra salute e che servono per autorizzare pagamenti, o effettuare log-in a pc, smartphone e tablet solo avvicinando la mano al dispositivo (tipo Cyborg, insomma).

Le stampanti 3D sono arrivate a livelli impensabili di precisione e oggi vengono utilizzate per stampare parti di motore, pezzi di ricambio per elicotteri, macchine, aerei e navicelle, e addirittura muri di cemento per assemblare case e palazzi.

Quello che fino a qualche anno fa era considerato fantascienza ce lo siamo ritrovati di colpo nella vita quotidiana e, benché ci siano molte persone che ancora non si fidano di tutta questa tecnologia (molti dei quali sono complottisti), ci siamo abituati in fretta.

Chi si contrappone costruttivamente a quest'ondata di automazione, parla di perdita di posti di lavoro legata alla graduale sostituzione di manodopera umana con quella robotica. Se l'azienda può risparmiare impiegando un robot al posto di 10 operai, che senso ha continuare ad assumere?
Ne trarrebbero però vantaggio solo gli imprenditori, lasciando a casa tecnici e operai.

Ma nessuno, tra chi si oppone, fa mai il ragionamento funzionale. 

Innanzitutto, passaggi epocali del genere ci sono già stati in passato. Vedi ad esempio la rivoluzione industriale, quando sono state introdotte le catene di montaggio e l'artigianato è stato via via sostituito dalla grande produzione. Si sono persi posti di lavoro? In parte sì. Si sono guadagnate nuove opportunità? Sicuramente sì. Sono nati nuovi lavori? Sì.

La tecnologia, da sempre, introduce nuove figure professionali in campi che nessuno avrebbe mai immaginato. 
Oggi esistono tanti nuovi mestieri che fino solo a qualche decennio fa erano totalmente imprevedibili, poiché mancava proprio la materia su cui lavorare.

Blogger, Social Media Manager, Webmaster, Content Creator, Youtuber, Influencer, Reviewer, SysAdmin, Developer, Programmatore, Remote Assistant, sono solo alcuni dei nuovi lavori venutisi a creare con l'avvento delle nuove tecnologie e tanti altri devono ancora definirsi, trovare un nome, creare la propria figura professionale.
A molti può sembrare ridicolo, per alcuni certi lavori sono anche "poco virili", come se fosse il lavoro a determinare la virilità di un uomo, o come se la virilità stessa fosse una qualità imprescindibile. 

Per come la vedo io, se un domani affideremo alle macchine tutti i lavori più scomodi, avremo noi stessi più tempo di dedicarci a lavori più creativi o, quantomeno, più appassionanti. E comunque non è detto che la manodopera sparirà, perché anche la macchina più sofisticata ogni tanto ha bisogno di manutenzione.

Stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione tecnologica e digitale, e la parola d'ordine è reinventarsi.
Dobbiamo reinventarci e andare avanti.

La tecnologia ci aiuterà a migliorare? Sicuramente sì. Come possiamo migliorare a livello umano servendoci della tecnologia? Questo è quello che cercherò di analizzare nei prossimi post. 

Come specie lasciamo ancora molto a desiderare, ma io sono dell'idea che le nuove tecnologie, se ben applicate, potranno servire anche a migliorare tanti aspetti sensibili dell'animo umano.

Restate sintonizzati per capire insieme come.

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