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SPAZIO: ULTIMA FRONTIERA

Negli anni '60 la gente che guardava Star Trek non avrebbe mai immaginato che, nel giro di mezzo secolo, si sarebbe arrivati (quasi) ai livelli di tecnologia descritti nella serie.

Il vissuto quotidiano odierno, salvo qualche eccezione, è ormai assimilabile tranquillamente a quello visto nelle varie serie targate Roddenberry

Parliamo al computer grazie agli assistenti vocali (anche se diciamo "Ok Google", "Cortana", "Siri" o "Alexa" al posto di "Computer"), effettuiamo tranquillamente videochiamate e siamo anche in grado di fare videoconferenze grazie a software come Skype, Zoom, WhatsApp, Messenger o una qualsiasi app di messaggistica istantanea, abbiamo smartphone, tablet, smartwatch, air pods e auricolari bluetooth, stampanti 3D e GPS. Abbiamo caschi per la realtà virtuale e occhiali per la realtà aumentata, che ricordano un po' il ponte ologrammi dell'Enterprise-D.

Alcune aziende stanno iniziando a produrre droni-taxi volanti per il trasporto delle persone. L'anno prossimo la città di Dubai comincerà a sperimentare l' E-Hang 184 e il 216. In pratica abbiamo anche le macchine volanti (come anche su Blade Runner e Ritorno al Futuro II).

Abbiamo Wikipedia; che è un po' la nostra Memory Alpha.

E abbiamo una base spaziale orbitante, la ISS, con un equipaggio che si rinnova costantemente. Abbiamo la nostra Deep Space 9 (non possiamo definirla Enterprise, visto che non è una nave, ma una base).
Abbiamo navicelle a guida autonoma e astronavi in costruzione per tornare sulla Luna e poi partire per Marte.

Per l'immediato futuro poi, è prevista la costruzione di un'altra base orbitante, la Gateway, stavolta intorno alla Luna, la costruzione di avamposti lunari per la ricerca scientifica e di un "lunaporto" per far partire le navi in rotta verso Marte. 
Quindi possiamo affermare che, a breve, avremo anche noi la nostra "Flotta Stellare".
E non dimentichiamo che la Luna verrà presto dotata di una rete 4G autonoma.

E ieri è arrivata anche l'ultima, importantissima, notizia. C'è acqua sulla Luna, anche se allo stato ghiacciato.
Non solo al Polo Sud, ma sparsa per tutto il satellite, in quantità molto più grandi di quello che si supponeva e molto più accessibili di quanto si sperasse. E questa notizia arriva dopo l'altra sensazionale notizia riguardante l'acqua su Marte (e cioè che ce n'è di più di quanto si immaginasse).

A qualcuno questa notizia è sembrata una cosa da niente.
A me invece ha fatto riflettere molto.
Se c'è acqua, vuol dire che ci sono le condizioni per creare un ambiente adatto alla vita.
Quindi le future basi non dovranno dipendere dai rifornimenti terrestri, ma potranno diventare autonome.

Se riusciremo a sciogliere il ghiaccio e canalizzare l'acqua in fiumi e laghi artificiali, si potranno costruire serre in cui coltivare piante, frutta e verdura. Si potrà purificare l'acqua e renderla potabile.
Dall'acqua si ricaveranno l'ossigeno per le basi e l'idrogeno per rifornire di carburante le navi.

Se la rete 4G funzionerà a dovere poi, la Luna diventerà totalmente indipendente dalla Terra, facendo risparmiare milioni alle agenzie spaziali coinvolte.

E guardando più avanti non posso non pensare che la stessa cosa prima o poi avverrà anche su Marte.
E che chi partirà per le prossime missioni lunari o marziane, partirà per restare.
Metterà su famiglia.
Vivrà nei moduli abitativi, che piano piano diventeranno case, che si raggrupperanno in villaggi, per poi diventare città.

Nascerà l'esigenza di creare infrastrutture varie; strade, aeroporti, spazioporti, ferrovie.
Non si può vivere di solo lavoro, quindi nasceranno anche piccoli cinema, teatri, campi sportivi.

Nasceranno poi dei bambini e dovranno essere istruiti. Quindi si costruiranno scuole e accademie.
Non basterà più l'ufficiale medico della missione, quindi verranno costruiti ospedali.
Si svilupperà il turismo interplanetario, quindi nasceranno alberghi e resort.
Anche Marte poi riceverà la sua rete 4G indipendente.
Verrà costruita una base orbitante, assieme a satelliti artificiali, anche intorno a Marte.

Per farla breve: in 50 anni, a partire da ora, anche se in piccola parte e in maniera molto "emergente" diventeremo una civiltà multiplanetaria: gli esseri umani non saranno più solo terrestri; ma anche marziani e lunari; e magari in altri 100 anni, anche abitanti dei vari satelliti di Give e Saturno tuttora candidati alla vita (Europa, Titano etc). Uomini e donne che condivideranno non più solo un pianeta, ma pian piano un intero sistema solare.

Forse aprire gli occhi al cielo aprirà anche le nostre menti al concetto di civiltà unita e unica specie.
Magari iniziando a muoverci abitudinariamente qua e là tra i pianeti, cominceremo a guardare ai confini nazionali come a una vecchia paranoia da "homo sapiens", mentre noi diventeremo qualcosa di diverso.

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