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STAR TREK DISCOVERY: STAGIONE 3 - LA TECNOLOGIA


Che c'entra parlare di una serie TV in un blog di tecnologia? Beh, se siete nerd almeno la metà di quello che sono io, ormai saprete che quando si parla di tecnologia, uno dei termini di paragone che più si sente, soprattutto di questi tempi, è proprio Star Trek: esce un nuovo assistente vocale? "Ammazza! Stiamo proprio dentro Star Trek!"; si parla di videoconferenze e smart working? "Sullo schermo! Come su Star Trek!"; il capitano della ISS è Luca Parmitano? "Anvedi! Pare Jean-Luc Picard!" (chiedo scusa a Luca Parmitano, che adoro, ma questa battuta l'ho letta veramente sui social). Quindi, in un blog che parla di tecnologia, soprattutto nel mio, è quasi un dovere parlare di Star Trek.

Da quando è iniziata questa nuova stagione di Star Trek: Discovery, che  è ambientata in un futuro tutto da riscrivere, visto che non è più un prequel e non è neanche un sequel tipo Picard, che è ambientato pochi anni dopo Deep Space 9, ma ci catapulta nell'anno 3188 (anno mai visto nell'intera storia dei vari Star Trek) stiamo assistendo a quello che tutti ci aspettavamo da Star Trek: nuove meraviglie tecnologiche.

Sì perché, anche se la storia è bella e anche se ad ogni nuova serie ambientata nel mondo trekkiano ci affezioniamo ai personaggi e ci emozioniamo per le loro avventure, alla fine quello che fa sempre sgranare gli occhi, almeno a noi nerd, è la tecnologia rappresentata.

E finora abbiamo visto nell'ordine:

  • Nanotecnologie che generano oggetti e mobilio di ogni tipo;
  • Tavoli, scrivanie, sedie e poltrone senza gambe, sorrette dall'antigravità;
  • Computer che generano modelli tridimensionali composti da microcubi (nanotecnologia);
  • Penne/Stampanti 3D che replicano qualsiasi oggetto in qualsiasi materiale (abbiamo qualcosa di simile già oggi, per realizzare piccoli oggetti in materiali sintetici);
  • Ologrammi solidi;
  • Computer olografici dal palmo della mano (ma avevamo già visto l'olovisione di Star Trek Picard);
  • Teletrasporto individuale istantaneo;
  • Astronavi con tecnologia di occultamento (che prima era una peculirità dei Klingon).

Negli anni '60, come anche negli '80 e '90, Star Trek fu così di ispirazione per gli ingegneri di tutto il mondo (e per quelli delle generazioni successive) che oggi (come ho scritto pochi giorni fa) le tecnologie man mano descritte nelle varie serie, ce le troviamo nel nostro vissuto quotidiano e ne usufruiamo a volte senza renderci conto che solo pochi decenni fa, per i nostri genitori, questa era fantascienza.

E allora viene da chiedersi: alla luce di questo, considerando quanto esponenzialmente cresca il progresso tecnologico con gli strumenti a disposizione oggi e considerando anche l'ispirazione che ingegneri e inventori traggono dalla fantascienza, cosa ci aspetta per il futuro? Sarà Star Trek Discovery una nuova serie profetica per le tecnologie del 2050?

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